I giovani della nostra Parrocchia e del Centro Polifunzionale Puglisi sono rientrati da Torino portando con sé molto più del ricordo di una manifestazione.
Hanno vissuto un’esperienza forte, intensa, capace di lasciare dentro domande, consapevolezze e responsabilità. Il 21 marzo, nella 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐢𝐧𝐧𝐨𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐟𝐢𝐞, non è stato soltanto un momento celebrativo: è stato un cammino vero, fatto di incontri, volti, storie, testimonianze e passi condivisi.
A Torino i nostri ragazzi hanno attraversato luoghi e percorsi che parlano di 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚, 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐩𝐚𝐜𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀. Hanno conosciuto i laboratori della rete dei giovani di Libera, incontrato don Luigi Ciotti al Gruppo Abele, ascoltato esperienze concrete di accoglienza e di riscatto, visitato l’Arsenale della Pace, immersi in una storia che intreccia memoria, emigrazione, fragilità e speranza.
Ma soprattutto hanno vissuto l’abbraccio con i familiari delle vittime innocenti delle mafie.
Hanno camminato accanto a loro.
Hanno condiviso una piazza immensa, insieme a oltre 50.000 persone, comprendendo che la memoria, quando è autentica, non guarda solo al passato: interpella il presente e chiede scelte.
Per questo diciamo che 𝐢𝐥 𝟐𝟏 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐞̀ 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨.
È ogni giorno quando scegliamo la legalità non come slogan, ma come stile di vita. È ogni giorno quando educhiamo i più giovani alla responsabilità, alla verità, al coraggio.
È ogni giorno quando costruiamo legami sani, comunità vigili, coscienze libere.
È ogni giorno quando impariamo a riconoscere le mafie non solo nella violenza criminale, ma anche nelle culture dell’indifferenza, del favore, del silenzio, della sopraffazione.
Questa esperienza non si chiude con il ritorno a casa. Continua nei pensieri, nelle parole, nelle scelte, nella vita quotidiana.
Continua nella nostra comunità, nelle nostre relazioni educative, nel modo in cui accompagniamo i ragazzi a diventare donne e uomini capaci di bene comune.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨, 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐦𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨.
E perché il modo più vero per onorare le vittime innocenti delle mafie è continuare a camminare, insieme, dalla parte della giustizia, della pace e della dignità umana.



































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