Nov 21, 2022
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Il Presidente del Centro di Azione liturgica, Monsignor Maniago ospite della nostra comunità

Sabato scorso S.E. Mons. Claudio Maniago, Arcivescovo metropolita di Catanzaro e Presidente del Centro di Azione Liturgica nazionale, è stato ospite nella nostra comunità parrocchiale, dove in un duomo gremito, ha presentato ai genitori dei bambini dell’iniziazione cristiana la lettera del Papa Desiderio Desideravi, sulla formazione liturgica del popolo di Dio.

Il documento del Pontefice indirizzato a presbiteri e diaconi, persone consacrate e fedeli laici, nasce, infatti, per condividere con loro una riflessione sulla Liturgia nella vita della Chiesa e di ogni singolo credente.

L’iniziativa, fortemente voluta dal nostro Parroco don Pino Demasi, si inquadra, come lui stesso ha ricordato nel suo saluto iniziale, nel contesto del cammino di iniziazione cristiana dei bambini. Un cammino finalizzato ad educare i bambini a vivere da cristiani in un intreccio tra catechesi, liturgia e carità e che vede protagonisti principali proprio i genitori. Da qui gli incontri mensili, che ormai si svolgono da diversi anni, destinati alla formazione dei genitori.

Più che un’istruzione, la relazione di Mons. Maniago è stata una meditazione – testimonianza a tratti abbastanza provocatoria di un cristiano - vescovo che per primo vive nella vita di ogni giorno la centralità dell’incontro con Cristo nella Liturgia.

E’ questa bellezza e questo stupore della liturgia come incontro con Cristo, desiderato e voluto innanzitutto da Lui,  il messaggio fondamentale che l’Arcivescovo ha trasmesso e che ha affascinato ed incoraggiato i presenti ad innamorarsi di Cristo, ad arrendersi al suo amore, a lasciarsi attrarre da lui e  “tifare” per Lui. Molto bello e incisivo il paragone che Mons. Maniago ha fatto con il mondo del calcio: il tifo per la squadra del cuore, la partita come momento di festa preparato e vissuto!

Da qui la necessità di riscoprire sempre più la bellezza della liturgia, aprendoci alla formazione e lasciandoci formare da essa, a partire dal suo linguaggio simbolico.

E’ questa la strada che, come comunità parrocchiale siamo chiamati a seguire, sollecitati anche dal Sinodo diocesano, per riscoprire la bellezza della Liturgia quale luogo privilegiato d’incontro autentico con il Signore e di comunione tra di noi.

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.