Gen 19, 2016

Che bello...il perdono è una festa!

Lunedì 18 e Martedì 19 gennaio, 94 bambini della nostra comunità, in due turni, si sono accostati per la prima volta al sacramento della confessione.

Un momento molto bello e vissuto con molta emozione sia dai bambini che dai loro genitori.

Un momento a cui sia i bambini che i genitori sono arrivati dopo un cammino intenso di  preparazione, durante il quale il perdono è stato presentato come un dono da ricevere e da dare nella vita di ogni giorno. Impresa questa non facile in un territorio dove c’è più spazio per le inimicizie e per le faide ad ogni livello e non per il perdono.

La celebrazione della prima confessione,  guidata dalla riflessione di don Pino sulla Parabola del Padre misericordioso, è stata accompagnata da alcuni gesti.

Nei giorni precedenti la confessione, i bambini hanno disegnato e colorato l’immagine di un grappolo d’uva che, terminata la confessione individuale, hanno appeso ad una vite.

Significativo anche il gesto di pace – perdono reciproco che si sono scambiati tra di loro e con i genitori. Come pure sono stati molto importanti per i ragazzi gli altri simboli, quali l’accensione  di tutte le luci della Chiesa dopo la Confessione ed il  cambio dell’abito liturgico del Sacerdote ( dal violaceo al giallo oro, colore della festa).Al termine della confessione è stato consegnata ad ogni bambino la pergamena ricordo.

Una serata di allegria e l’agape fraterna con  il taglio della torta, Giovedì 20 al Centro di aggregazione Luigi Marafioti, hanno concluso questo momento importante nella vita dei ragazzi.

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.