Lug 19, 2021
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Costruiamo una città a misura d’uomo - messaggio del nostro Parroco alla città in occasione della Festa di S. Marina

“Costruiamo una città a misura d’uomo, che non sia né  luogo anonimo, dove regna la solitudine e l’indifferenza gli uni per gli altri, né tanto meno luogo di intolleranza e di conflittualità permanente, come ormai è diventata da qualche tempo la nostra Polistena”.

Con questa esortazione il nostro Parroco don Pino Demasi, si è rivolto alla comunità polistenese radunata nel Duomo cittadino in occasione della Festa di S. Marina, patrona della città.

Don Pino si è rivolto in particolare al mondo della politica esortandolo a far sì che “la politica esca dallo schema della propaganda, fatta di scaramucce di odio e di fango versate continuamente sui social o nelle piazze ed in luoghi informali e ritorni  ad essere fatta di contenuti – condivisibili o no - ma finalizzati al bene comune e non all’autoreferenzialità in un clima di dialogo e di massimo rispetto dell’avversario politico, chiunque esso sia”.

Don Pino nel suo messaggio ha affrontato anche una seconda emergenza che affligge la comunità polistenese. Si tratta dell’emergenza educativa, che sta assumendo connotati impressionanti soprattutto relativamente alla fascia degli adolescenti e dei giovanissimi. Il problema- per don Pino-  “non è movida si o movida no. Il problema vero è come accompagnare ed educare i ragazzi a far sì che vivano i loro giorni ed anche  la movida come opportunità di gioia e di fraternità e non come evasione nell’alcool e nelle droghe o nel fare a gara a deturpare e rendere la città più brutta”. In questa logica- per il nostro Parroco -  l’emergenza riguarda gli  adulti. Per questo motivo ha  annunciato di promuovere subito dopo le vacanze estive un tavolo nel quale ha chiamato  sin da ora a raccolta tutte le forze interessate perché si giunga ad un patto educativo di comunità, che sia anche di supporto serio alle famiglie.

“Tocca a tutti – ha  affermato inoltre il Parroco-  dare un’anima, un volto rinnovato alla città. Tutti dobbiamo sentirci corresponsabili nell’edificare una città a misura d’uomo, sempre  più bella, ossia più vivibile, più accogliente, più solidale.”

Un ruolo particolare spetta ai cristiani.  La comunità cristiana, infatti,  è per il nostro Parroco  “anche il luogo dove si tessono relazioni, non convenzionali, né superficiali, dove si prende coscienza della vita che scorre e dei problemi che nascono, una scuola in cui si preparano i cristiani a svolgere, dentro la città stessa, responsabilità e impegni precisi, se si vuole evitare il rischio della insignificanza sociale e culturale. Diventare segni efficaci dell’amore di Dio per gli uomini e le donne del nostro tempo nel nostro ambiente, è l’affascinante compito di tutti i cristiani, ma è anche l’occasione favorevole in cui incidere profondamente, a servizio della società, dei poveri, dei più vulnerabili, di quelli che la società facilmente scarta”


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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.