Ott 7, 2017

La Missione popolare in città dei Seminaristi del San Pio X

Con un momento di festa tra i ragazzi della movida polistenese nella notte di Sabato 7 ottobre  e con la celebrazione Eucaristica presieduta, domenica 8 ottobre, nel Duomo della città, dal Rettore Mons. Rocco Scaturchio,  si è conclusa la Missione popolare a Polistena da parte del Seminario Teologico San Pio X di Catanzaro.

 

Iniziata il 30 settembre nel Duomo cittadino con la Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo della Diocesi, Mons. Francesco Milito e con il mandato ai giovani “missionari”, la Missione cittadina, voluta da tutte e tre le Parrocchie, ha visto i circa 60 Seminaristi “invadere” letteralmente la città. Una città che non è rimasta indifferente di fronte a questa presenza, ma che si è resa disponibile non solo ad ospitare nelle famiglie i giovani seminaristi, ma anche a. lasciarsi interrogare dalla novità perenne del Vangelo.

Tantissime le iniziative, rivolte a tutte le fasce di cittadini. Le più “dirette” e coinvolgenti quelle dirette ai giovani.

I Seminaristi sono stati presenti, a turno, durante l’orario di insegnamento della religione cattolica, in tutte le classi degli Istituti superiori ed in tutte le terze medie. Sono nati tra i ragazzi ed i seminaristi dei dialoghi di confronto su tematiche e scelte esistenziali che hanno visto gli studenti molto interessati. Anche gli incontri nelle  Parrocchie hanno visto i giovani protagonisti ed “assetati” di verità.

L’esperienza che, però, ha più lasciato il segno è quella che comunemente viene chiamata “Luci nella notte”.

I giovani venivano “intercettati” individualmente o a gruppetti e dopo un momento di conoscenza reciproca e dopo un breve dialogo venivano invitati a recarsi in Chiesa Matrice per un incontro più prolungato nel silenzio della preghiera davanti a Gesù Eucarestia, accompagnato da canti semplici e con la possibilità di confessarsi o di parlare con un Sacerdote

“In sintesi – ha dichiarato il nostro Parroco don Pino Demasi, - possiamo parlare della missione cittadina in termini positivi. La Missione è stata certamente un’occasione straordinaria che ha segnato una svolta  nella vita di non poche persone. Per i giovani, in particolare, è stata un’opportunità per verificare il proprio modo di vivere, per capire che la vita con Cristo o senza Cristo non è la stessa cosa. I Seminaristi, infatti, sono riusciti a trasmettere ai loro coetanei lo stupore di aver incontrato Cristo che ha cambiato la loro vita. In questi otto giorni non hanno fatto altro che trasmettere la bellezza di una luce, che è la fede. Luce che ha colorato la loro vita e che può certamente colorare la vita di tantissimi altri. Infine è bene sottolineare che la Missione è stata un’esperienza positiva per gli stessi seminaristi. Loro sono venuti a Polistena per fare anche esperienza di lettura del territorio, di ascolto, per  capire le esigenze del territorio e le dinamiche  relazionali., in vista del loro Sacerdozio di domani. Son ritornati  in Seminario certamente arricchiti e soddisfatti, anche perché nell’ambito della Missione sono stati ritagliati dei momenti esclusivamente per loro e alcuni abbastanza forti. Penso alla  cena della legalità con la testimonianza di Stefania Grasso, figlia di vittima di mafia; all’incontro con   i ragazzi dell’ultimo campo di E!state Liberi o all’incontro con i protagonisti della nostra comunità nella lotta per il cambiamento”.

Comunicazioni

Giornata Mondiale dei Poveri 2017

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Giorni Festivi Mattina:
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18.00

 
 



Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.