Mag 13, 2020

La nostra esperienza condivisa dal Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale – Presidenza del Consiglio dei Ministri

La storia che raccontiamo oggi viene dal cuore della Piana di Gioia Tauro e vede protagonisti quattro volontari del #serviziocivileuniversale, Alessandra, Stefania, Riccardo, Amelia.

 

I volontari operano nelle sedi della Parrocchia Santa Marina Vergine di Polistena (RC), tra cui il “Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi”, bene confiscato alla 'ndrangheta e restituito alla collettività con l'assegnazione in comodato d'uso gratuito.

A causa dell’emergenza COVID-19, i volontari originariamente impegnati nel progetto “Accanto alle donne”, volto ad aiutare le donne che versano in condizioni socio-economiche disagiate, hanno rimodulato il loro progetto con l’obiettivo di rendersi utili per soddisfare le nuove esigenze del territorio. Provvedono al disbrigo di piccole faccende per anziani, come la spesa, l’acquisto di farmaci, pasti preparati e il mantenimento dei contatti con i loro medici di base, e svolgono attività di solidarietà alimentare, distribuendo i beni alimentari di prima necessità alle famiglie bisognose della loro comunità. In collaborazione con diverse associazioni e istituti scolastici si impegnano nella donazione di dispositivi elettronici ai ragazzi al fine di garantire la possibilità di svolgere la didattica a distanza. Inoltre, continuano il servizio educativo e formativo per i minori con appuntamenti periodici sulle loro pagine social, promuovendo attività e giochi da fare a casa e video tutorial su argomenti specifici quali la cura e l’igiene personale”.

Come stanno vivendo questo periodo e perché non si sono tirati indietro lo raccontano con parole semplici e bellissime. Alessandra racconta: “La mia vita come quella di tutti è cambiata radicalmente, dalle piccole cose, come uscire a prendere un caffè, ai grandi progetti come dovermi laureare da casa. Grazie al servizio civile ogni giorno provo soddisfazione nel sentirmi utile verso chi è solo”.

“Questo periodo mi ha fatto capire l’importanza di riuscire ad essere uniti anche se distanti. Ho deciso di supportare la comunità nell’affrontare l’emergenza attivamente con l’obiettivo di far sorridere gli occhi della gente” ci dice Stefania.

Riccardo ci spiega: “ora più che mai mi sono reso conto di quanto l’ente presso il quale svolgo il mio servizio è considerato un punto di riferimento per tutto il territorio. Ogni giorno riceviamo richieste delle più disparate, che precedentemente alla pandemia avremmo sminuito”.

Amelia descrive il suo stato d’animo e condivide con noi le sue riflessioni: “questo tempo di prova e di sacrifici collettivi mi ha aiutato a comprendere l'importanza delle relazioni umane e il dramma di chi vive nel bisogno. Il nostro servizio agli ultimi credo sia il modo migliore per costruire comunità solidali e di prossimità. Oggi, più che mai, per far ripartire il Paese è importante costruire un'idea di società in cui nessuno rimane indietro e tutti e tutte siano protagonisti della propria vita.

E chiudiamo con le parole di Giuseppe, operatore locale di progetto che affianca i volontari nella loro esperienza di servizio civile: “l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, importantissimi alla prevenzione del Covid-19, ha riportato tutti e tutte noi a riguardarci negli occhi. E gli occhi degli operatori volontari ci stanno raccontando la bellezza di una comunità che si fa famiglia. Dai loro gesti e dal loro impegno di sta costruendo una narrazione nuova di un territorio che spesso è stato raccontato solo come luogo di criminalità e 'ndrangheta. A loro dobbiamo dire grazie per lo spirito etico e morale con il quale quotidianamente servono la Patria e la cittadinanza. La rimodulazione del progetto ci ha resi più consapevoli della reale situazione socio-economica che attanaglia la nostra comunità. Speranzosi che tutto ciò possa finire al più presto, NOI continueremo ad essere presenti”. #noirestiamoconvoi

serviziocivileuniversale #noirestiamoacasa #coronavirus #iorestoacasa

Comunicazioni

Inizio dell’anno catechistico per i bambini dell’iniziazione cristiana

Benedizione dei ragazzi e dei loro zaini prima del ritorno a scuola

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inizio 7 ottobre ore 21.00 - Centro Padre Pino Puglisi

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.