Giu 6, 2018

Solennità del Corpus Domini All’omelia il nostro Parroco ricorda Soumaila Sacko ed invita tutti all’impegno per la coesione sociale

Anche quest’anno la Solennità del Corpus Domini è stata vissuta in modo unitario ed intenso dalle tre comunità parrocchiali cittadine.

 

A testimonarlo i tre riuscitissimi momenti unitari di preparazione e le migliaia di persone che hanno partecipato alla Concelebrazione Eucaristica e alla solenne Processione, che partita dal Duomo, dopo aver attraversato le strade del centro cittadino addobbate a fiori, sì è conclusa  alla Chiesa parrocchiale dell’Immacolata.

La concelebrazione Eucaristica è stata presieduta dal nostro Parroco, don Pino, il quale nell’omelia ha tra l’altro ricordato il migrante ucciso il giorno precedente ed ha invitato tutti a chiudere la “campagna elettorale” e a lavorare per il bene comune  e la coesione sociale.

Di seguito il testo della seconda parte  dell’omelia 

“ …..Facciamo allora in modo che   la forza dell’amore superi ogni lacerazione….

….Per una felice coincidenza ieri è partito il nuovo governo, dopo una campagna elettorale e dopo altri  novanta giorni che hanno segnato tensioni e lacerazioni in tutto il Paese.

Come  cristiani ed in nome dell’Eucarestia, pur nella distinzione dei ruoli, delle competenze e nel rispetto delle  reciproche idee, dobbiamo impegnarci a ricucire, ricostruire e ripartire su basi meno conflittuali guardando veramente al bene comune, ripartendo dalla centralità della persona, e,  tra le persone, dai bisognosi, dai poveri, dai sofferenti, dai malati ,dagli ultimi e dagli scarti della società, da coloro che  fanno fatica a sostenere il peso della vita quotidiana.

Il nostro pensiero ed il nostro ricordo nella preghiera non può non andare in questo momento al giovane Soumaila Sacko 29 anni. Era un bracciante e viveva nella tendopoli di San Ferdinando. Molti di noi lo conoscevano. Si accompagnava spesso a don Roberto. Recentemente e' stato ricoverato in ospedale a causa di un 'ulcera e qualcuno di noi ha fatto la notte in ospedale con lui. Dopo una lunga giornata di lavoro, pagata per pochi euro, era andato a cercare delle lamiere, per la sua baracca, in una vecchia fabbrica abbandonata sulla Statale 18, a pochi chilometri da Rosarno. Qualcuno, a distanza di 60 metri, gli ha sparato colpendolo alla testa. Soumaila è morto. Anche lui vittima dei nostri egoismi.

Fra poco, come da tradizione, l'Eucarestia traverserà le strade e le piazze della nostra  città addobbate con drappi e fiori. È giusto far festa al passaggio del Signore.

Ma non dimentichiamoci di  questa interminabile teoria dei poveri che non è altro che il corpo di Cristo che cammina sulle nostre strade, sta ai crocicchi, sosta sulle piazze e tende le mani verso di noi affinché lo discerniamo, lo riconosciamo e nella misericordia operiamo con i sentimenti di Cristo stesso

Anche costoro sono il "corpo di Cristo"; e la loro lunga teoria è la processione delle membra ferite di quel corpo santo. Dai Vangeli sappiamo che in loro c'è Gesù, e non meno realmente che nell'Eucarestia. Questa processione, purtroppo, è spesso ostacolata, osteggiata. Siamo ben lontani da quella evangelica sensibilità che, nei primi secoli della Chiesa, faceva rispondere a chi chiedeva dove fosse la casa del vescovo: "segui la fila dei poveri e la troverai". È in certo modo inscindibile la presenza di Gesù nell'Eucarestia e la presenza di Gesù nei poveri. Giovanni Crisostomo diceva: "Se volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando è ignudo. Non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest'altro Cristo che è afflitto dal freddo e dalla nudità"…..”

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.