Mag 22, 2018

Un intenso mese di Maggio “Con Maria, Madre della Speranza”

“Non siamo orfani: abbiamo una madre in cielo, che ci insegna la virtù dell’attesa, anche quando tutto sembra privo di segno”.

 

Sono state queste parole di Papa Francesco il leit motiv di un altro mese di maggio che la nostra comunità parrocchiale ha voluto ancora una volta vivere “ Con Maria, Madre della Speranza “.

Una manifestazione di fede semplice e composta, che ha visto per  tutto il mese la nostra gente pregare, con il Rosario in mano, in famiglia, nei quartieri e nei tre luoghi di culto della nostra Parrocchia.

Una fede semplice e composta che tanta gente ha voluto esternare la sera del 22 maggio per  ricordare il trentesimo anniversario dell’incendio della Chiesa e della statua della Madonna dell’Itria e soprattutto la sera del 31 maggio partecipando alla Fiaccolata. Una partecipazione commossa, durante la quale sul volto di alcuni scorreva qualche lacrima pensando alla prima fiaccolata del 1988, con la statua quasi carbonizzata e guidata da un Vescovo anche lui in lacrime.

«La devozione a Maria non è galateo spirituale, - ha affermato Papa Francesco -  è un’esigenza della vita cristiana». Ed il nostro popolo ancora una volta in questo mese di maggio ha voluto dimostrarlo.

In un momento difficile, carico di tensioni e di sofferenze, Maria ancora resta sempre per la nostra gente segno di consolazione e di sicura speranza, la mamma di tutti che ascolta i suoi figli, decide agisce, insegna la libertà, aiuta a crescere. 

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.