Nei locali del Centro polifunzionale, a lezione di ‘ndrangheta da FORGIONE e CICONTE

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Metti una sera con due testimoni particolari, l’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione ed il prof. Enzo Ciconte, intervistati da un giornalista sotto scorta, Michele Albanese, ospiti di un prete antimafia di “Libera”, don Pino Demasi, e della coop “Valle del Marro”.

Nel palazzo confiscato del quartiere Catena, ben 33 giovani volontari, impegnati nei campi di “E!State Liberi!”, provenienti da Trento, Druento(Torino) e Corato(Bari), hanno avuto modo, attraverso una serie di domande, di poter arricchire la loro conoscenza sulla quella che è considerata la più grande e vera mafia globale: la ‘ndrangheta. Per sconfiggere il nemico è necessario conoscerlo, per cui, a Polistena, si è raccontata la ‘ndrangheta. Nel corso della serata, Francesco Forgione, ha presentato la sua ultima fatica letteraria, “la ‘ndrangheta spiegata ai turisti”, questo il titolo, con la prefazione del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone.

Un tascabile, 63 pagine, che si legge in un’ora, un libro leggero nella lettura ma pesante nelle argomentazioni, un lavoro importante perché in estrema sintesi Forgione ti dà l’essenza della ‘ndrangheta e ti dà lo spunto per approfondire. Forgione e Ciconte, hanno spiegato ai volontari dei campi estivi di “Libera”, come la lotta alla mafia deve essere scelta di vita e non di comodo, raccontando cos’è la ‘ndrangheta: organizzazione, storia, traffici, economia, il ruolo delle donne, i rapporti con la chiesa e con Dio. Prima di indicare gli strumenti e le forme per combatterla, Forgione e Ciconte hanno analizzato nei minimi particolari la ‘ndrangheta: dai riti di affiliazione, con tanto di apparato simbolico, ai meccanismi di appartenenza, dalle anomalie tra arcaico e moderno, alla costruzione dell’omertà, sia quella interna all’organizzazione globale e sia quella diffusa tra la gente, nel sociale, fino a giungere al rapporto distorto con Dio e alla collusione con la politica. Forgione e Ciconte hanno offerto ai ragazzi strumenti di conoscenza. “La vostra -ha detto Francesco Forgione ai giovani volontari- è una scelta importante di vita, di comunità, un momento di arricchimento personale. La Calabria è una terra bellissima, ma i calabresi devono essere determinati a combattere l’ipocrisia di chi vuole che non si parli di ‘ndrangheta, a cui piace vivere inabissata.

Un danno alla Calabria è continuare a vivere nel silenzio, convivendo con il principale danno alla libertà, alla democrazia e allo sviluppo di questa regione”. Nel ricordare che la ‘ndranghete pur essendo una vera organizzazione globale, mantiene la sua direzione strategia in Calabria, Forgione ha anche spiegato la doppia omertà parallela che protegge la ‘ndrangheta, quella interna e quella sociale. Soffermandosi sulle particolarità e la forza della ‘ndrangheta, Enzo Ciconte ha chiesto ai calabresi di non vivere in simbiosi con gli appartenenti alle ‘ndrine, dicendo no alla convenienza, al silenzio e alla paura, in quanto oltre che attaccare i suoi patrimoni, è necessario far perdere il consenso nel territorio di appartenenza alla ‘ndrangheta, cambiando la cultura della gente. Don Pino Demasi, nel ricordare che i ragazzi di “E!State Liberi!” non solo si sporcano le mani sui terreni confiscati alle ‘ndrine, ma vanno anche “a scuola” di antimafia ascoltando magistrati, familiari di vittime, giornalisti e collaboratori di giustizia, ha sottolineato come il cambiamento passa anche dalla memoria e dall’impegno quotidiano nella lotta alla ‘ndrangheta. Antonio Napoli, responsabile della formazione per “Valle del Marro-Libera Terra”, ha ricordato l’impegno della coop, da 7 anni, nell’organizzazione dei campi estivi di Libera nella Piana di Gioia Tauro.

Attilio Sergio – Gazzetta del Sud 02 agosto 2015

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