RITORNIAMO INSIEME ALL’ESSENZIALE – LETTERA DEL PARROCO ALLA PARROCCHIA

Carissimi fratelli e sorelle, la Quaresima torna a visitarci come un tempo favorevole, come una grazia che bussa con discrezione alla porta della nostra vita. Non è un tempo “in più”, ma un tempo per tornare all’essenziale, per fare verità davanti a Dio, davanti a noi stessi e davanti ai fratelli. Qui, a Polistena, dove il Signore ci ha chiamati a vivere, questa Parola risuona con una forza particolare. Viviamo in una terra ferita e bellissima, segnata da contraddizioni profonde: la fatica del lavoro che manca, i giovani costretti ad andare via, famiglie stanche, anziani soli, ma anche una straordinaria capacità di resistenza, di solidarietà silenziosa, di fede tenace. In questa terra Dio non ha smesso di abitare. E continua a chiamarci. La Quaresima non ci chiede cose complicate. Ci chiede di spogliare ciò che è superfluo, di lasciare ciò che appesantisce il cuore, di liberarci da una fede abitudinaria e stanca.

Tornare all’essenziale significa riscoprire che al centro non ci siamo noi, ma Cristo; non le nostre sicurezze, ma il Vangelo; non le strutture, ma le persone. Gesù, nel deserto, ci insegna che si vive non di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. E allora mi chiedo, e vi chiedo: di che cosa ci stiamo nutrendo? Di lamentele, di paure, di giudizi, di conflittualità, di esteriorità, di rassegnazione? Oppure della Parola che libera, che rialza, che rimette in cammino? Quaresima è anche tempo di conversione comunitaria. Non basta cambiare qualcosa nella vita personale se non cambia anche il nostro modo di essere Chiesa. L’essere una Chiesa in uscita, per dirla ancora con Papa Francesco, interpella profondamente la nostra comunità.

Non una Chiesa chiusa nelle sacrestie, preoccupata solo delle proprie cose, ma una Chiesa che esce, che si sporca le mani, che incontra le ferite della gente. Essere Chiesa in uscita, qui a Polistena, significa avere il coraggio di guardare negli occhi le povertà di ogni tipo, senza far finta di niente. Significa accorgerci di chi non ce la fa, di chi vive ai margini, di chi ha perso la speranza. Significa che la nostra parrocchia non sia solo luogo di celebrazione ben curata, ma casa aperta, dove chiunque possa sentirsi accolto, ascoltato, rispettato. Per questo, in questa Quaresima, sento il dovere di rivolgere ancora una volta a tutti una proposta concreta di impegno e di volontariato. Non come un peso in più, ma come una forma autentica di conversione.

Abbiamo bisogno di cristiani che donino tempo, ascolto, presenza. C’è bisogno di volontari per il Samaritano e per il Centro Padre Pino Puglisi, per stare accanto alle famiglie in difficoltà, agli anziani soli, a chi vive momenti di scoraggiamento. C’è bisogno di persone che aiutino nei percorsi con i ragazzi e i giovani, che sappiano essere adulti credibili, testimoni più che maestri. C’è bisogno di mani disponibili per la cura della parrocchia, per l’animazione liturgica, per la catechesi, per l’accompagnamento alle giovani coppie. Nessuno pensi: “Non è cosa per me”. Ognuno può fare qualcosa. Anche poco. Anche in silenzio. Anche senza ruoli visibili. La Chiesa cresce quando ognuno si sente corresponsabile, non spettatore.

La Quaresima ci chiede gesti concreti:

– un tempo più fedele alla preghiera, personale e comunitaria, che non sia frettolosa ma vera;

– un digiuno che non sia solo rinuncia al cibo, ma rinuncia a parole cattive, a indifferenza, a egoismi;

– un’elemosina che non sia un resto, ma condivisione reale, che può diventare anche volontariato, servizio, presenza costante.

Vi invito a vivere questo tempo non come spettatori, ma come protagonisti. Nessuno è troppo povero da non poter donare qualcosa, nessuno è troppo ricco da non aver bisogno di conversione. Insieme possiamo riscoprire la bellezza di una fede che si fa servizio, di una Chiesa che cammina con la gente e non sopra la gente. Affidiamo questo cammino quaresimale al Signore Gesù, che non si stanca di cercarci, e alla Vergine Maria, donna dell’essenziale, che ha saputo custodire nel cuore ciò che conta davvero. Camminiamo insieme, con passo umile e deciso. La Pasqua non è lontana. E Dio sta già preparando per noi una vita nuova.

Con affetto e fiducia,

Polistena, Mercoledì delle Ceneri 2026

don Pino.


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