Quattro giorni di incontri, giochi, riflessioni, sorrisi ed emozioni. È stata questa l’esperienza vissuta da un nutrito gruppo di giovanissimi della comunità nella splendida cornice della Colonia San Benedetto di Cetraro Marina, dove si è svolto il campo scuola dal titolo «Apri la porta».
Un’esperienza pensata per aiutare i ragazzi a guardare con coraggio alla propria vita, imparando a non fermarsi sulla soglia, ma a scegliere ogni giorno di fare «un passo oltre».
Un passo per scoprire meglio chi siamo, per riconoscere chi abbiamo accanto e per comprendere, con libertà e responsabilità, chi vogliamo diventare. Un passo anche per uscire dalle proprie sicurezze, aprirsi all’altro, costruire relazioni autentiche e, proprio attraverso l’incontro, ritrovare sé stessi e incontrare Gesù.
Il campo è stato un tempo prezioso di crescita e di fraternità, reso possibile dall’impegno di don Pino, Luca, Giulia, Lorenza e di tutti coloro che hanno accompagnato i ragazzi in questa esperienza.
A fare da colonna sonora del campo è stata un canto che ha racchiuso il senso del cammino: andare oltre ogni montagna, ogni difficoltà, ogni salita e ogni ferita, riconoscendo che oltre gli apparenti muri può esserci sempre un’opportunità e un invito a ripartire.
Il campo è terminato, ma non termina il cammino. Anzi, è proprio adesso che ciò che è stato vissuto deve diventare vita quotidiana.
La comunità accompagna questi ragazzi nel delicato passaggio della crescita, aiutandoli a non avere paura delle domande, delle scelte e anche delle proprie fragilità. Aprire la porta significa infatti fidarsi della vita, degli altri e soprattutto di Dio, riconoscendo che Gesù continua a chiamarci a uscire dalle nostre sicurezze per diventare persone capaci di amare, servire e costruire il bene.
L’augurio è che ciascuno dei nostri giovanissimi possa continuare il proprio cammino con il coraggio di chi sa che, anche quando la strada sembra difficile, non è mai solo.
Perché crescere significa anche questo: imparare a fare un passo oltre le proprie paure, un passo oltre i propri limiti, un passo oltre se stessi, per incontrare Gesù e, in Lui, scoprire sempre più chi siamo chiamati a diventare.
Il campo finisce. Il cammino continua. E la porta è ancora aperta.






















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