In Chiesa Matrice il mandato missionario: annunciare il Vangelo con la vita, al servizio dei più piccoli e di tutta la comunità.
Non una semplice consegna di un incarico, ma un invio che nasce dalla fede e si traduce in responsabilità, testimonianza e servizio. Domenica 18 ottobre, in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, la nostra Comunità Parrocchiale ha vissuto un momento significativo con il mandato conferito ai catechisti e a tutti gli animatori dei gruppi parrocchiali, chiamati a rinnovare il proprio impegno nell’annuncio del Vangelo e nell’accompagnamento delle persone loro affidate.
Il tema della Giornata Missionaria Mondiale, «Uno in Cristo, uniti nella missione», ha fatto da filo conduttore alla celebrazione, ricordando che la missione non è compito di pochi specialisti, ma vocazione di ogni battezzato e responsabilità dell’intera comunità cristiana.
Come ha sottolineato il nostro Parroco nell’omelia, ricevere il mandato significa, prima di tutto, riconoscere che il servizio nella Chiesa non è un’iniziativa individuale, né un’attività da svolgere semplicemente perché prevista da un programma. È una risposta a una chiamata del Signore, che invita ciascuno a mettere a disposizione degli altri il proprio tempo, le proprie capacità, la propria esperienza e la propria fede.
Catechisti e animatori sono chiamati a essere testimoni credibili del Vangelo, capaci di accompagnare bambini, ragazzi, giovani e adulti nei percorsi di crescita umana e cristiana. Non basta trasmettere conoscenze religiose o organizzare attività: occorre saper ascoltare, accogliere, incoraggiare, costruire relazioni e aiutare ciascuno a scoprire la bellezza dell’incontro con Gesù.
Il mandato ricorda anche che nessuno cammina da solo. Ogni servizio acquista senso quando è vissuto nella comunione, nella corresponsabilità e nella disponibilità a collaborare. Una comunità cresce quando i diversi carismi non rimangono isolati, ma diventano ricchezza condivisa e contribuiscono al bene di tutti.
Per questo il servizio educativo e pastorale – ha sottolineato ancora don Pino – non può limitarsi agli ambienti parrocchiali. È chiamato a generare una fede capace di tradursi in gesti concreti di fraternità, giustizia, solidarietà e attenzione al bene comune. Crescere nella fede significa anche imparare a essere, insieme, bravi cristiani ed onesti cittadini, capaci di vivere la responsabilità verso gli altri e di contribuire alla costruzione di una società più giusta e umana.
La celebrazione di domenica è stata così un invito per tutta la comunità a rinnovare la disponibilità a servire, consapevoli che il Vangelo si annuncia con le parole, ma soprattutto con la vita.
Uno in Cristo, uniti nella missione: non uno slogan, ma uno stile di vita e un impegno condiviso, perché la gioia del Vangelo possa raggiungere tutti e diventare speranza concreta per la nostra comunità e per il nostro territorio.












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