Feb 24, 2015

Alcuni nostri giovanissimi a S. Egidio per imparare ad amare i poveri e a costruire la pace

Dieci  giovanissimi  della nostra Parrocchia, unitamente a Suor Janet, abbiamo recentemente vissuto un’esperienza particolare di campo scuola invernale:alcuni giorni a Roma, nella comunità di S. Egidio.  In questa  Comunità nata a Roma nel 1968, per iniziativa di un giovane, allora meno che ventenne, Andrea Riccardi, impegnata nella comunicazione del Vangelo e nella carità a Roma, in Italia e in più di 70 paesi nel mondo, abbiamo vissuto delle giornate e  fatte esperienze di crescita comunitaria a livello sia culturale che spirituale, che ricorderemo per sempre. 

Abbiamo partecipato alle attività pomeridiane della scuola della pace, un doposcuola per bambini immigrati e poveri, conoscendo persone straordinarie, che, stimolate e coinvolte nelle attività, si sono dimostrate piene di capacità.  Intelligenti, obbedienti, piene di voglia di imparare e scoprire cose nuove, con umiltà per tutta la giornata ci sono stati grati per l’aiuto che eravamo in grado di dare loro ringraziandoci ed elargendo splendidi sorrisi. Presso il Laboratorio Museo di Arte Sperimentale di Tor Bella Monaca, abbiamo invece potuto ammirare grandissime opere d’ arte create da persone affette da alcuni handicap: disegni, quadri, poesie il tutto caratterizzato  da una creatività infinita. Siamo stati inoltre alla mensa dei poveri, dove abbiamo servito ai tavoli come volontari  dimostrandoci sempre cortesi e rispettando le abitudini alimentari degli ospiti dal momento che la maggioranza di loro praticava la fede musulmana.   Abbiamo compreso a fondo l’ importanza del cibo e ci siamo resi conto di quanti sprechi facciamo ogni giorno e di quanto a volte siamo schizzinosi riguardo ai cibi, senza neppure averli assaggiati e senza capire che il cibo e la sua condivisione quotidiana sono davvero preziosi; ogni persona ci ha ringraziato ed è stata gentile e tutto quel buon umore e quella sincerità ha fatto star bene anche noi.

Domenica pomeriggio ci ha raggiunti anche don Pino ed abbiamo partecipato  alla messa  in ricordo di Modesta e dei senza dimora, morti abbandonati da tutti. Modesta Valenti era un’anziana senza fissa dimora, di 71 anni, che viveva nei pressi della Stazione Termini, dove si rifugiava la notte per dormire. Il 31 gennaio 1983 Modesta si sentì male proprio alla Stazione Termini e l’equipaggio dell’ambulanza che accorse alla chiamata non volle prenderla a bordo perché, a causa delle condizioni in cui viveva, era sporca e aveva i pidocchi. Modesta morì dopo ore di agonia, in attesa che qualcuno decidesse di prestargli soccorso. In una Chiesa gremita di poveri è stato molto bello al momento del Padre Nostro stringere la mano del proprio vicino abbattendo ogni barriera di distinzione tra ricchi e poveri, tra italiani e stranieri. Come è stato bello nei locali  parrocchiali sedersi a cena, ricchi e poveri e raccontarsi a vicenda.

A conclusione, ritengo che non dobbiamo lasciare che questa esperienza rimanga solo un ricordo. Dobbiamo impegnarci nella nostra vita di tutti i giorni a rivivere quelle esperienze di gioia e condivisione tramite l’impegno quotidiano nel costruire la pace rispettando le persone e i diritti di tutti, stando a contatto con i più poveri ed i più bisognosi, impegnandosi  ad abbattere ogni tipo di barriera ed infine  dando  importanza alla preghiera la quale non deve essere praticata occasionalmente o soltanto in momenti di difficoltà ma sempre. La preghiera per noi cristiani è un atteggiamento di vita.

Gloria Ammendolia

Comunicazioni

Tutti x Tutti - Incontro formativo

Sovvenire Polistena

Notizia da AGENSIR

Festa Maria SS.ma della Catena

MADONNA CATENA 2018 min

Servizio Civile 2017 - Bando e Allegati

servizio civile 2017 parrocchia sm vergine polistena

8xmille

ORARIO MESSE - Chiesa della Trinità

Giorni Festivi

ore 09.00

ORARIO MESSE - Chiesa Matrice S. Marina Vergine

 

Feriali e Prefestivi:
ore 7:15 - 19.00

Giorni Festivi Mattina:
ore 7:00 - 10.00 - 11.30

Giorni Festivi Pomeriggio:
19.00

 
 



Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.