Gen 6, 2016

Aspettando i RE MAGI

Nella notte dell’Epifania, i bambini aspettano la Befana. Nella nostra Parrocchia, anche quest’anno, come negli anni precedenti, abbiamo voluto che i nostri bambini vivessero la Vigilia dell’Epifania aspettando, invece, i Re Magi.

Aspettare la Befana significa aspettare tanti regali per sé; aspettare i Magi significa, invece, portare doni a Gesù, che un giorno si rivelò nella grotta di Betlemme e oggi invece si rivela soprattutto nel volto degli ultimi.

E così il pomeriggio dell’Epifania, i nostri bambini dell’iniziazione cristiana si son ritrovati in Chiesa per attendere i Re magi, ma soprattutto per imitarli. Infatti, divisi a gruppi, con le loro catechiste  hanno invaso le case degli anziani e degli ammalati della Parrocchia per portare loro un pò di affetto e di gioia.

Momento abbastanza folcloristico e pieno di curiosità l’incontro con i Magi; momento ricco di gioia e di emozione l’incontro con gli anziani e gli ammalati.

Un’esperienza positiva nel cammino dei bambini che hanno imparato che non solo la Festa dell’Epifania, ma tutta la vita del cristiano va vissuta all’insegna del dono e della gratuità, perché la fede non solo va proclamata ma vissuta nella vita di ogni giorno.

Un’esperienza ben incastonata nella logica del cammino di iniziazione cristiana, che ha lo scopo, appunto, di insegnare ai bambini a vivere da cristiani.

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.