Apr 9, 2017

Con la benedizione delle Palme iniziata la Settimana Santa

Con la benedizione delle Palme  e dei ramoscelli di ulivo sul piazzale Trinità, è iniziata  la Settimana Santa. In una splendida giornata di primavera ed in un clima di festa e di gioia, in migliaia hanno partecipato  al rito della benedizione  e alla processione portando nelle mani i rami di ulivo, come fecero le folle di Gerusalemme accompagnando il Signore che entrava nella città santa.

Il nostro Parroco don Pino, nella sua omelia sul piazzale, dopo aver ricordato che  questa Settimana è detta «Santa»   “non perché ci sono più celebrazioni né perché ci sono più processioni; ma «Santa» perché riviviamo i momenti attraverso i quali Gesù ci ha detto che ci vuole bene davvero” mettendo  in gioco la sua vita, tutta la sua vita, ha invitato i fedeli a vivere intensamente tutta la settimana. Ed ha proseguito affermando: “Questo gesto non può essere solo l'entusiasmo di un giorno né frutto di un'abitudine antica. Siamo consapevoli di iniziare un tempo importante, che ci vedrà insieme, spero e vi raccomando, anche il giovedì e il venerdì santo e poi nella notte di Pasqua. Siamo diversi, per età, abitudini, carattere, opinioni, ma siamo un unico popolo, un'unica famiglia, la famiglia di Dio, che in questi giorni si stringe in unità attorno a Gesù nell'ora della passione. Oggi noi percorriamo la vicenda dolorosa di un uomo che non ha voluto salvare se stesso e non ha rinunciato ad amare fino alla fine”. Ed ha concluso il suo intervento affermando: “Vicino a noi ci sono persone che soffrono, gente che vive tempi difficili, famiglie in difficoltà, persone che hanno perso il lavoro.  Non possiamo  limitare l’accoglienza a Gesù solo con acclamazioni. Gesù oggi intende entrare nella nostra città, nei nostri cuori attraverso queste persone. Impariamo ad acclamare e ad  accogliere   il Signore accompagnando queste persone. Impariamo a stare loro vicini, aiutiamole come possiamo, non facciamo finta di niente”.

La processione si è poi conclusa, come prevede la liturgia, in Chiesa Matrice con la celebrazione Eucaristica e la proclamazione del Vangelo della Passione. Nel congedare i fedeli, don Pino ha rivolto loro un ulteriore invito: “Questa settimana sembra dimenticata dalla società. Non sia così per noi. Ritroviamoci insieme il giovedì santo, il venerdì e la notte di Pasqua, perché possiamo imparare l'amore da colui che soffrì per noi non rinunciando ad amarci fino alla fine.”. 

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Giorni Festivi Mattina:
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Giorni Festivi Pomeriggio:
19:30

 
 



Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.