Lug 21, 2015

Don Ciotti ai ragazzi dei campi di E!STATE LIBERI: Il cambiamento ha bisogno di noi.

'Siate i benvenuti nella Piana, in questa che è una terra meravigliosa, unica, dove dei clan non possono distruggere il coraggio e l'impegno dei calabresi. Prenderete parte ad uno dei 7mila campi estivi di Libera, scaverete la terra per servizio, scaverete dentro la vostra coscienza, conoscerete, nella Piana, i volti e le voci di tanta gente coraggiosa, e capirete che per sentirsi protagonisti del cambiamento è necessario che ognuno faccia la propria parte. Le persone si incontrano, ma i problemi si affrontano. No alla delega, no alla rassegnazione, sì all'amore per gli altri, per il bene comune, per il creato'.

 

Così, all'interno del palazzo confiscato del quartiere Catena, don Luigi Ciotti, fondatore 20 anni di Libera e 50 anni del gruppo Abele, ha accolto i 35 giovani volontari di Milano, appartenenti al gruppo parrocchiale di "Santa Giustina". Ad accogliere i ragazzi oltre a don Pino Demasi, anche il cantautore avellinese Alfonso De Pietro, autore del brano "La memoria" per i 20 anni di Libera, che per una settimana coinvolgerà i volontari in una sorta di laboratorio musicale. Rispondendo alle domande di educatori e ragazzi, don Luigi Ciotti ha innanzitutto affrontato il tema delle nuove patologie legate alle nuove dipendenze: droghe sintetiche, il mondo virtuale di internet, il gioco d'azzardo e l'abuso di sostanze alcoliche. Don Luigi ha fatto osservare come le mafie, attraverso il desiderio di fare soldi, riescano ad anticipare tutti rispetto ai cambiamenti sociali e alle trasformazioni legate alle nuove dipendenze. Da Polistena, don Luigi Ciotti ha anche lanciato dei messaggi chiari. Ha innanzitutto chiesto che vengano aperti a Vienna, dove ha sede l'organismo mondiale di lotta alla droga, quei dossier mai pubblicati, a causa del veto posto dalle singole nazioni, che contengono ricerche di grandissimo valore su affari e coperture varie, in merito al traffico di armi e droga. Da Polistena don Luigi Ciotti ha anche chiesto, lo sta facendo da due anni a questa parte, che il Parlamento italiano applichi le modifiche necessarie per rendere più veloce ed efficace la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi, una legge dello Stato da migliorare, dando maggiori strumenti all'Agenzia nazionale sui beni confiscati e concedendo alle coop che gestiscono i beni, strumenti appropriati per recuperare questi beni. Nell'esprimere stima e riconoscenza alle forze dell'ordine e alla magistratura per il loro impegno quotidiano nella lotta alle mafie, ha affermato: "è da 120 anni che parliamo di 'ndrangheta, da 60 anni ci sono le mafie al Nord, in quanto le mafie vivono e crescono in mezzo a noi. Le mafie cambiano nomi, luoghi e affari, ma la loro essenza non cambia, per cui c'è bisogno di una nuova comprensione, partendo dall'analizzare la criminalità economica ed i poteri legali che si muovono illegalmente". Don Luigi Ciotti ha auspicato "il risveglio delle nostre coscienze, per essere il cambiamento: tocca a Noi -ha detto il fondatore di Libera- in quanto il cambiamento ha bisogno di Noi".

Attilio Sergio - Gazzetta del Sud 22 luglio 2015


 

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.