Mar 8, 2015

Gemellaggio fra studenti toscani e giovani del Centro di aggregazione giovanile 'Luigi Marafioti'

 “Insieme è possibile/ Libera i pensieri/ non datemi un martire/, non datemi un mito/ date un esempio/puntate quel dito”. Così cantano, ai microfoni della Radio Al C'entro, alcuni giovani di Firenze e di Polistena, ”gemellati” nell'ambito del Progetto Noi con gli Altri di Unicoop Firenze. E' una canzone di libertà, un appello e un impegno a lottare contro la “mafiosità dei comportamenti” - mentalità di sopraffazione e corruzione- presente tanto al Sud quanto al Nord. Musica e parole (trasmesse via web dal palazzo confiscato alla mafia di Polistena) sono state scritte dagli stessi giovani, che in questo modo hanno rielaborato, a conclusione dell'esperienza, le vibranti testimonianze ascoltate nei giorni scorsi.

 “Noi con gli Altri” è un percorso educativo di cittadinanza, sviluppato e realizzato dalla Fondazione Il Cuore si scioglie onlus in collaborazione con la cooperativa sociale Valle del Marro – Libera Terra e la nostra Parrocchia Santa Marina di Polistena, e con il supporto degli educatori della cooperativa Meta e dei tecnici di ripresa della cooperativa Lama. Le attività di progetto, durate dal 3 al 7 Marzo, hanno coinvolto una classe quarta del Liceo Gramsci di Firenze e i giovani che animano il centro di aggregazione giovanile “Luigi Marafioti”, realizzato anche grazie al sostegno  della Fondazione “Il Cuore si Scioglie”.

Noi con gli altri” spiega Stefania Panella della Direzione Soci di Unicoop Firenze” è un ponte che, attraverso esperienze d'incontro e nuove forme di comunicazione, ci avvicina agli altri e ci insegna a condividere un cammino di crescita, fatto di sfide. Un cammino di liberazione dalle mafie.”

“Questo cammino si costruisce “passando” dai beni confiscati” aggiunge il nostro Parroco Don Pino Demasi, referente di Libera. “Passando dai terreni assegnati alla Valle del Marro che su quelle terre coltiva  l'esempio delle buone pratiche. Ma passando anche dal palazzo affidato alla Parrocchia dove, completata la ristrutturazione dei primi piani, si lavora oggi alla costruzione delle relazioni e della comunità,   trasmettendo speranza e voglia di cambiamento”.

Durante la loro permanenza, i ragazzi toscani  hanno visitato i terreni della Valle del Marro – Libera Terra e ascoltato la testimonianza dei soci, che in questi giorni stanno raccogliendo le arance negli agrumeti depredati da attacchi mafiosi.

Hanno poi conosciuto l'importante lavoro di assistenza e inclusione sociale portato avanti da Emergency e dalla Caritas a favore dei migranti che vivono nella zona.

Hanno visitato il Porto di Gioia Tauro, scoprendone la lunga storia e la complessa e contraddittoria realtà.

Sono entrati in contatto con il coraggioso impegno dell'imprenditore Nino De Masi, che lotta tenacemente contro ogni tentativo “di normalizzare il male in questa terra”. Hanno conosciuto la passione per la verità e per l'inchiesta del cronista Michele Albanese, che come Nino De Masi vive sotto scorta.

Tante esperienze ed incontri che hanno fornito ai ragazzi toscani strumenti critici di lettura del territorio, strumenti di consapevolezza del fenomeno mafioso e dei modi per contrastare l'illegalità.

Esci, senti i fatti e fatti sentire/ La lotta comincia quando smetti di subire/” così cantano i ragazzi alla Radio Al C'entro e si danno appuntamento a Firenze, dove i ragazzi di Polistena saranno ospiti dei fiorentini per andare poi insieme alla giornata della Memoria e dell'Impegno di Libera, il 21 Marzo a Bologna, e lì ricordare chi quella lotta l'ha sostenuta fino al sacrificio, per donare vita, dignità e consapevolezza agli altri.

 

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.