Mag 8, 2019

Il saluto ed il grazie del nostro Parroco al Prefetto Michele Di Bari

Non vorrei urtare la suscettibilità di alcuno, né essere tacciato di piaggeria, se pubblicamente intendo rivolgere il mio saluto ed esprimere il mio ringraziamento al Prefetto Michele Di Bari, che sta per lasciare la nostra città per un nuovo prestigioso incarico. Intendo compiere questo doveroso gesto a nome mio personale di cittadino e di sacerdote, ma anche a nome di uno spezzone di “società civile” impegnato nel volontariato e nella lotta alle mafie.

Il mio vuole essere un grazie sincero ad un rappresentante delle Istituzioni che ha amato tutto il territorio della città metropolitana e la sua gente e che saputo far emergere non tanto le negatività, ma le immense potenzialità di questa terra. In un territorio complesso come il nostro, il Prefetto Di Bari ha saputo mettere in campo un impegno fatto di rigore e competenza  istituzionale, ma nello stesso tempo di equilibrio, di profonda umanità, di grande passione, di capacità di ascolto e di confronto. Un prefetto “tra la gente” e “con la gente”. Un prefetto sempre presente anche in mezzo ai giovani per spronarli a schierarsi dalla parte della legalità  ed impegnarsi per il cambiamento del nostro territorio.

Anche in momenti difficili e vicende delicate (penso, per quanto riguarda la Piana di Gioia Tauro, alla “Ciambra”, al Porto e ai problemi dei lavoratori, alla baraccopoli di San Ferdinando, al problema delle “vacche sacre”) ha voluto “sporcarsi le mani” riuscendo, unitamente alla “Squadra Stato”, a costruire virtuose sinergie e ad ottenere, quindi, risultati  eccellenti nella salvaguardia degli interessi dell’intera comunità. Un metodo di lavoro che ci lascia in eredità e che necessariamente dovrà  continuare. Un metodo di lavoro che ha permesso al Prefetto Di Bari di costruire in questi anni una storia che ha sancito  anche un legame con le nostre comunità, al quale sia lui che noi rimarremo profondamente legati. Di tutto questo diciamo grazie al Signor Prefetto, unitamente all’augurio che possa nel suo nuovo prestigioso incarico continuare a lavorare con la stessa passione e lo stesso slancio per la tutela dei diritti di ogni uomo.

Nel suo nuovo incarico avrà a che fare con i problemi di una fascia di umanità “sofferente”. In questi anni in mezzo a noi, e di questo lo ringrazio moltissimo, non ha avuto timore di professare anche pubblicamente, la sua fede in Cristo, Crocifisso, Morto e Risorto, in nome del quale ha lavorato a favore dell’uomo, di ogni uomo e di tutto l’uomo. Gli auguro, con le parole del suo conterraneo, don Tonino Bello, di continuare a “camminare alla sequela di Cristo sul passo degli ultimi”.

Don Pino Demasi
Parroco a Polistena e referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.