Set 12, 2019

Messaggio del parroco agli studenti per il nuovo anno scolastico (2019-20)

Carissimi Studenti,
all’inizio del nuovo anno scolastico, giunga a tutti voi il mio saluto ed unitamente al mio saluto una breve pista di riflessione che vi accompagni durante il nuovo anno.

Polistena messaggio don pino demasi studenti anno scolastico 2019 20Ogni anno, da tantissimi anni, compio questo gesto, che vuole essere un segno di affetto e di attenzione nei vostri confronti, ma anche espressione del mio dovere di educatore qual sono, alla pari, anche se con ruolo diverso, dei vostri genitori e dei vostri insegnanti, che saluto con simpatia e viva cordialità.
Inizio questo mio messaggio invitandovi, innanzitutto, a vivere la scuola non come “altro” della vostra vita, né come luogo dove si tramette un sapere astratto e decontestualizzato.

La scuola vuole e deve essere un luogo privilegiato dove si impara a crescere insieme, in classi abitate oggi da molte differenze. E dove si impara a diventare uomini e donne chiamati a fronteggiare le grandi sfide del nostro tempo. Che sono tante, decisive e impegnative:
la lotta alle diseguaglianze che ledono la dignità umana e incrinano la coesione sociale;
la crisi ecologica, che fa di madre Terra sempre più una figlia di cui prendersi cura;
la ricerca di un modello economico alternativo a quello attuale che è sempre più finanziario e sempre meno capace di coniugare crescita e inclusione;
il futuro sviluppo della democrazia, forma di governo oggi messa in discussione da populismi e derive autoritarie;
l’interdipendenza dei popoli e delle nazioni, che la globalizzazione rende sempre più stringente e che sta a ognuno di noi cercare di orientare verso un destino di pace e non di conflittualità.


Sfide che è responsabilità di tutti affrontare perché “condividiamo tutti lo stesso pianeta e non abbiamo qualche altro posto dove andare, quindi i nostri destini sono molto più interconnessi di quanto saremmo disposti ad ammettere” (Zygmunt Bauman, Homo consumens, p. 14).

Non sentitevi allora nella scuola destinatari passivi, ma siate, invece, interlocutori attivi, ricordandovi di quanto scrive Paulo Freire: “Gli uomini si educano insieme, attraverso la mediazione del mondo- In tal modo l’educatore non è solo colui che educa, ma colui che, mentre educa, è educato nel dialogo con l’educando, il quale a sua volta, mentre è educato, anche educa (Pedagogia degli oppressi, cap. 2).

Tutto questo recuperando due paroline su cui ci siamo soffermati gli anni precedenti: “noi” e “I care”.
Il “noi” vi permette di sperimentare il valore e la forza del collettivo. La “I care” vi permette di sperimentare pratiche di solidarietà, responsabilità e cittadinanza attiva.

E a proposito di pratiche di cittadinanza attiva mi permetto di invitarvi a porre la vostra attenzione al tema della cura del creato, certo che il “cuore verde” di Papa Francesco che pulsa nell’enciclica Laudato si’ accomuna tutti e soprattutto voi giovani.
La società di oggi è basata su un modello di vita che sembra ignorare le sfide di un futuro che oramai è diventato presente. Il consumo irresponsabile delle risorse del pianeta sta causando danni che ricadono su tutti i suoi abitanti.
Il cambiamento climatico è una realtà e sta già provocando impatti e fenomeni di frequenza e intensità mai visti nella storia umana e con essi sofferenze, perdita di vite, sconvolgimento degli ecosistemi e della ricchezza di biodiversità che sostengono la nostra vita.

Nei mesi scorsi, alla fine della conferenza sul clima, una ragazza, Greta Thumberg ha lanciato un video appello personale: “chiunque sei, ovunque sei, abbiamo bisogno di te”.
Fridays for Future è il grande movimento studentesco, nato proprio in risposta all’attivismo di Greta, che negli ultimi mesi sta spingendo migliaia di ragazze e ragazzi a scioperare il venerdì e a riunirsi nelle piazze di tantissime città per rivolgersi ai governi, chiedendo a gran voce azioni concrete contro i cambiamenti climatici e reclamando il proprio diritto al futuro.

Non sentitevi estranei a questo grande movimento. Prendetevi in mano la Laudato si’ di Papa Francesco, studiatela bene ed unitamente ai vostri coetanei di tutto il mondo datevi da fare perché i decisori istituzionali ed i singoli politici prendano delle decisioni che possano garantire il vostro futuro. Gli interessi economici e politici non possono più prevalere sul benessere e sulla cura del nostro pianeta. Fate sentire la vostra voce e soprattutto lavorate in loco con le piccole scelte quotidiane, con nuovi stili di vita, a partire proprio dalla scuola, dalla famiglia, dai luoghi dove trascorrete le vostre giornate.


Con Papa Francesco,
prendetevi e prendiamoci tutti cura
della “casa comune”.

In questa logica, mentre auguro che il nuovo anno scolastico sia per ciascuno di voi un tempo forte di gioia e di impegno per trarne il migliore rendimento nella vostra crescita umana, culturale e spirituale, rivolgo un vivo grazie ed un augurio ai vostri docenti, dirigenti scolastici e a tutto il personale.

Con affetto

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.