Mag 17, 2020

Messaggio del Parroco in occasione della ripresa delle celebrazioni liturgiche alla presenza del popolo

Sorelle e fratelli carissimi, cari amici, questo breve messaggio per condividere con tutti voi la gioia della ripresa della celebrazione dell’Eucarestia con tutto il popolo.

 

Dopo aver accettato con grande senso di responsabilità, ma non senza dolore, le restrizioni di questi mesi di emergenza, vogliamo gioire tutti per l’inizio di questa seconda fase che dà la possibilità di una partecipazione dei fedeli all’Eucarestia e alla vita sacramentale, sebbene a precise condizioni.

Condizioni che già sostanzialmente conoscete perché diffuse ampiamente dai mass-media e sui social e che troverete all’ingresso della Chiesa su un manifesto predisposto diligentemente dalla nostra Diocesi.

Condizioni che vi invito ad osservare scrupolosamente.

C’è di mezzo la salute di ognuno e di tutti.

Responsabilità e prudenza devono infatti caratterizzare maggiormente in questa  nuova fase  la nostra vita di credenti e di cittadini.

Il periodo che abbiamo vissuto non è stato privo di significato per la nostra vita individuale e comunitaria.

Abbiamo riscoperto tra le mura domestiche la gioia di essere famiglia e anche chiesa domestica.

Adesso ci viene chiesto di riappropriarci nuovamente  anche in modo fisico  della nostra appartenenza alla grande famiglia di Dio e alla comunità degli uomini, tra le mura del tempio e per le strade, le piazze, i luoghi di lavoro e di impegno.

Sostenuti dall’Eucarestia, che lungi dall’essere una devozione privata o un semplice rito, ci permette di sperimentare la nostra appartenenza al popolo santo di Dio.

L’Eucarestia ci spinge inoltre a vivere nella città degli uomini con quello spirito di fraternità e di attenzione e  di servizio al bene comune, di cui grazie a Dio, la nostra comunità ha dato una forte testimonianza.

Testimonianza che dovremo continuare a dare con nuovo vigore e forte passione e con la consapevolezza che abbiamo  bisogno di nuovi orizzonti per restituire sempre più il Vangelo alla vita quotidiana, seguendo l’esempio di Papa Francesco e dei nostri Vescovi.

Dobbiamo veramente continuare ad impegnarci per non essere colpiti nuovamente da quello che Papa Francesco chiama il virus dell’egoismo indifferente.

E come comunità parrocchiale, dopo aver in questo periodo sperimentato anche noi sulla nostra pelle che nessuno può vivere in salute e stare bene se continuiamo a fare scelte che deturpano e ammalano la madre terra, dobbiamo in modo particolare  riprendere in mano la Laudato sii’ per dare un serio riscontro a quella conversione ecologica tanto invocata da Papa Francesco.

A Francesco, Vescovo di Roma e pastore della Chiesa universale, ai nostri Vescovi ed in particolare al Vescovo Francesco, pastore della nostra Chiesa particolare di Oppido-Palmi il nostro grazie  per averci accompagnati in una fase difficile della storia  e che ci ha permesso di rimanere saldi nella fede, partendo dal rimettere Dio al suo posto.

Confidando ancora nel loro aiuto e certi soprattutto che il Signore Risorto continua a camminare in mezzo  a noi, ci affidiamo alla Vergine Maria, che veneriamo come l'Odigitria, colei che mostra la via. Sia lei a fare, per così dire,  da  apripista e da guida in questi giorni che verranno. 

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Sabato e  prefestivi:  ore 7.30 - 18.00

Festivi :          ore 07.00  - 09.00 - 10.00 - 11.30  - 18.00

 La messa delle 11.30 sarà trasmessa in diretta sulle pagine FB e sul canale Youtube "Parrocchia Santa Marina vergine- Duomo di Polistena"



Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.