E' l'ora di abolire la guerra,

 

prima che lei

 

cancelli l'uomo dalla Storia

( Papa Francesco)

Apr 20, 2022
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Un gruppo di nostri ragazzi tra gli ottantamila di Piazza San Pietro in festa con Papa Francesco

Una notte insonne in treno, pur avendo avuto la possibilità di riposare in cuccetta. Ma l’attesa era tanta e l’emozione di stare insieme, provando a lasciarsi alle spalle la fatica della pandemia, è stata così forte da tenere tutti svegli i 35 adolescenti della nostra Parrocchia che hanno accolto l’invito dei Vescovi italiani ad incontrare Papa Francesco. E così le luci dell’alba romana di una giornata che si annunciava  primaverile hanno trovato  i nostri ragazzi  già scalpitanti e sorridenti e con gli occhi che sprigionavano gioia.

Il tempo  di sistemare i bagagli in albergo e subito nella vicina basilica di Santa Maria Maggiore ad affidare a Maria le loro giornate romane. E poi per le  strade di Roma con foto e selfie  di gruppo nei luoghi più suggestivi della città. E mentre incrociavano, strada facendo, comitive di loro coetanei provenienti da ogni parte d’Italia, il loro entusiasmo si è andato moltiplicando sempre più, anche perché si sono riscoperti parte di un “popolo di adolescenti” con gli stessi problemi e con gli stessi sogni. In “tempo di guerra” un bel segnale anche per gli adulti che attoniti guardavano questo inedito spettacolo di un lunedì di Pasquetta .

La voglia di vedere e di  ascoltare il Papa “in anteprima” ha portato poi i nostri ragazzi in Piazza San Pietro per il Regina Coeli. Una meraviglia grande per  molti di  loro, il primo impatto della loro vita con la maestosità della piazza, del colonnato e della Basilica. Un’emozione forte poi per tutti  la vista del Papa; emozione che diventerà ancora più forte il pomeriggio in una piazza gremitissima di 80.000 adolescenti. Il pomeriggio l’emozione e la gioia per il gruppo dei nostri ragazzi è stata davvero indescrivibile;  hanno avuto,infatti, il dono  di trovarsi a fianco  a loro, a distanza di un metro, Papa Francesco, sia pure sulla papamobile, e hanno  potuto così esprimere direttamente a lui a viva voce il loro grazie ed il loro affetto.

L'incontro con il primo Papa della loro storia è stato davvero coinvolgente  non solo per i nostri ragazzi  ma per  tutti i presenti in piazza san Pietro,  partiti nel cuore della notte di Pasqua dalle diocesi di tutta Italia, al collo il fazzoletto con l’hashtag #Seguimi, e un balenottero blu che nel mare ricomincia a nuotare. Uno dei nostri ragazzi mi ha confidato: «Francesco ti coinvolge, sa parlare al cuore dei giovani; avevamo bisogno di uscire di casa, di ritrovarci, la pandemia è stata terribile». Ed in realtà è stato molto forte il messaggio del Papa. “Ci sono momenti – ha detto il Papa ai ragazzi - in cui la vita ci mette a dura prova, ci fa toccare con mano le nostre fragilità e ci fa sentire nudi, inermi, soli. Quante volte in questo periodo vi siete sentiti soli, lontani dai vostri amici? Quante volte avete avuto paura? Non bisogna vergognarsi di dire: ho paura del buio. Tutti hanno paura del buio. Le paure vanno dette così si mettono via. Le paure vanno dette, vanno messe alla luce e, una volta che sono alla luce, scoppia la verità. Non scoraggiatevi, se avete paure mettetele alla luce e vi farà bene». Ed ancora: «Sono ancora dense le nubi che oscurano il nostro tempo. L’Europa sta vivendo una guerra tremenda, mentre continuano in tante regioni della Terra ingiustizie e violenze che distruggono l’uomo e il pianeta. Spesso sono proprio i vostri coetanei a pagare il prezzo più alto: non solo la loro esistenza è compromessa e resa insicura, ma i loro sogni per il futuro sono calpestati». E poi la consegna: “ Voi avete il fiuto di trovare il Signore, il fiuto della verità. Vi auguro di avere il fiuto di Giovanni, ma anche il coraggio di Pietro. Pietro era un po’ “speciale”: ha rinnegato tre volte Gesù, ma appena Giovanni, il più giovane dice: ”E’ il Signore!”, si butta in acqua per trovare Gesù.” A metà pomeriggio Blanco, vincitore di Sanremo, (per l’occasione non a torso nudo ma vestito di bianco) ha cantato “Blu Celeste”, mentre il popolo dei ragazzini alzava un muro di cellulari per l'ex ragazzo dell'oratorio che canta l'amore libero e bacia il Crocifisso. E poi le testimonianze di alcuni  coetanei che hanno saputo superare il momento buio della loro vita.  Un incoraggiamento per  tutti i ragazzi ad affrontare a testa alta tutte le difficoltà che la vita metterà loro davanti e a saper  andare avanti donandosi agli altri. E’ ormai sera quando il Papa si congeda dalla generazione zeta tra canti  e appalusi. Ai ragazzi l’impegno di dire si al “seguimi” di Gesù. I loro occhi che brillavano confermano che questa proposta la prenderanno sul serio.

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Il vero esilio per gli Ebrei, affermava don Tonino Bello, si ebbe quando essi cominciarono a sopportarlo. Una frase che resettata ad oggi suonerebbe: "L'esilio della coscienza civile di un Paese si ha quando i cittadini cominciano a sopportarlo”. Con un po’ di storia, intelligenza e umanità intendiamo provare, facendo fino in fondo la nostra parte, a dissipare quest’ombra, lasciando nuove tracce. Con in mano e nel cuore il Vangelo di Gesù Cristo e la Costituzione repubblicana del nostro Paese, come comunità cristiana intendiamo impegnarci a condurre una lotta non violenta accanto a chi, immigrato irregolare, indigente, precario, disoccupato, indifeso, muore di troppo lavoro, di poca sicurezza, di assenza di diritti, di mancanza di tutele sociali, di mafia.